La maledizione di Joker: un destino evitabile?

I più appassionati sapranno a cosa ci riferiamo: sembra girare una leggenda secondo cui il ruolo di Joker sarebbe maledetto.

La maledizione di Joker: un destino evitabile?

Già in precedenza, anni fa, se n’era parlato con l’uscita del secondo capitolo della trilogia di Christopher Nolan. Infatti, il secondo film della saga cinematografica dedicata a Batman ha tuttavia avuto un epilogo tutt’altro che felice. Ora, a distanza di anni, si torna a parlare di quella che è chiamata da tutti “la maledizione di Joker”, ma perché? Tutto inizia nel duemila otto, quando al cinema arriva Il Cavaliere Oscuro, dedicato al supereroe più amato della casa DC Comics. L’idea, all’epoca, era quella di portare a una vera e propria rinascita del genere Cinecomic in un tempo in cui il successo internazionale degli Avengers era ancora ben lontano. Tuttavia, l’epilogo ottenuto non è stato esattamente quello sperato e anzi il film è ancora ricordato ma per altri motivi ben meno favorevoli e felici. Ma vediamo più nel dettaglio di cosa stiamo parlando e perché si parla di una maledizione.

La maledizione di Joker: un destino evitabile?

Nel duemila otto a interpretato Joker, l’acerrimo, folle e temuto nemico di Batman è Heath Ledger. Attore di punta del momento, amato molto e soprattutto per la sua interpretazione in ” I segreti di Brokeback Mountain”. Padre devoto, attore talentuoso, amico molto amato ed ex marito sempre ricordato. Hedger, all’epoca, stava senza dubbio vivendo uno dei periodi di più floridi, fortunati e propizi della sua vita… fino a quando non è stato tutto arrestato dalla sua morte prematura. 

La maledizione di Joker: un destino evitabile?

Il ventidue gennaio del duemila otto, infatti, l’attore interprete di Joker muore non appena finiscono le riprese de Il Cavaliere Oscuro. Proprio per questo motivo, Nolan (regista del film) ci ha tenuto a specificare come non abbia toccato neanche una delle scene in cui è presente l’attore: una sorta di tributo in sua memoria. Ma perché si parla di maledizione? Innanzitutto, è bene specificare come il Villain presentato da Nolan era uno mai visto prima, precedente dalle altre trasposizioni mai fatte dello stesso personaggio. Heath Ledger infatti porta sullo schermo in modo magistrale un uomo completamente folle, crudele e privo di controllo. Tuttavia, proprio l’interpretazione di questo ruolo così complesso, estenuante e difficile hanno portato Ledger sull’orlo di un baratro (come da lui stesso ammesso).

La maledizione di Joker: un destino evitabile?

L’interprete di Joker infatti si era trovato impreparato davanti allo sforzo fisico e mentale che stava affrontare, finendo inevitabilmente per piegarsi sotto il peso del lavoro che stava svolgendo. Innanzitutto, vediamo come prima di iniziare le riprese Ledger scelse di isolarsi per ben sei settimane, rimane chiuso senza vedere o parlare con nessuno così da poter replicare il personale inferno emotivo del personaggio. Di certo, il suo è uno ruoli più iconici nella storia del cinema, ma sin da subito si comprende quando lo abbia messo a dura prova. La preparazione del Villain infatti ha spinto l’attore giovanissimo ha superare i suoi limiti, in cerca di immedesimarsi in una mente così malata, fino a sviluppare disturbi del sonno. Addirittura, dichiarò di non aver dormito solo due ore in un’intera settimana, arrivando persino all’assunzione di farmaci. 

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La maledizione di Joker: un destino evitabile?

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Risultano terribilmente corrette le parole di Jack Nicholson, ex interprete di Joker negli anni novanta per Tim Burton, che affermò “Io glielo aveva detto”. Heath Ledger però è risultato incurante delle parole di amici, colleghi e familiari e ha continuato a forzare la sua psiche e il suo corpo fino all’inimmaginabile. Infatti, proprio l’autopsia, dimostra come la morte dell’attore non sia stata frutto di un suicidio, ma semplicemente di un mix – un’intossicazione data dai numerosi farmaci prescritti e che era però costretto a prendere a causa dell’eccessivo lavoro che aveva fatto su se stesso per il ruolo.