«Non conosco quasi nessun Acquario».
Potrebbe sembrare la classica osservazione da appassionati di oroscopo. E invece, almeno in parte, dietro c’è un fatto statistico piuttosto curioso.
I dodici segni zodiacali non sono distribuiti perfettamente allo stesso modo nella popolazione.
Non c’entrano pianeti, congiunzioni astrali o qualche misteriosa selezione operata dall’universo. La spiegazione è decisamente più terrena: le nascite non sono distribuite uniformemente durante l’anno.
E così alcuni segni finiscono inevitabilmente per essere un po’ più frequenti, mentre altri diventano più difficili da incontrare.
Stabilire quale sia il segno più raro, però, è meno semplice di quanto sembri.
La sorpresa: non esiste una classifica mondiale ufficiale
Partiamo da un equivoco molto diffuso online.
Non esiste un grande censimento mondiale che divida la popolazione in Ariete, Toro, Gemelli e così via. Gli istituti statistici registrano naturalmente le nascite, ma non pubblicano classifiche ufficiali per segno zodiacale.
Per ricavarle bisogna quindi prendere i dati sulle date di nascita e sovrapporre le tradizionali finestre dello zodiaco.
Ed è qui che i risultati possono cambiare.
Dipendono dal Paese considerato, dagli anni analizzati e persino dal metodo utilizzato per trasformare le date di nascita in segni. Il CDC statunitense, per esempio, permette di analizzare i dati di natalità anche per mese e dispone attualmente di serie relative alle nascite fino al 2024.
Per questo sarebbe scorretto proclamare un vincitore assoluto valido per l’intero pianeta.
Possiamo però individuare una tendenza piuttosto interessante.
Acquario: il candidato numero uno
Se avete un Acquario nella vostra cerchia di amici, tenetevelo stretto.
Almeno statisticamente.
L’Acquario comprende indicativamente chi nasce tra il 20 gennaio e il 18 febbraio e diverse elaborazioni dei dati statunitensi lo indicano tra i segni meno frequenti. Alcune classifiche lo collocano direttamente all’ultimo posto.
La spiegazione è davanti al calendario.
Buona parte del periodo dell’Acquario cade a febbraio, il mese più corto dell’anno.
Ma attenzione: dire semplicemente «febbraio ha meno giorni, quindi nascono meno Acquario» sarebbe troppo facile.
In Inghilterra e Galles, per esempio, febbraio è effettivamente risultato il mese con meno nascite complessive: nel 2021 raccoglieva il 7,4% dei nati, contro l’8,9% di ottobre. Nel 2022 era nuovamente ultimo, con il 7,7%.
Una parte della differenza dipende ovviamente dai 28 o 29 giorni. Quando si guarda al numero medio di nascite per singolo giorno, il quadro può infatti cambiare. Un’analisi ONS relativa a Inghilterra e Galles osservava che, correggendo proprio per la diversa lunghezza dei mesi, settembre risultava particolarmente prolifico mentre dicembre presentava una frequenza giornaliera più bassa.
Quindi l’Acquario è rarissimo?
Diciamo piuttosto che è uno dei candidati più solidi.
Capricorno: il vero rivale dell’Acquario
Ed ecco il segno che rende la classifica molto più interessante: il Capricorno, dal 22 dicembre al 19 gennaio circa.
Alcune analisi basate su milioni di nascite statunitensi arrivano addirittura a una conclusione diversa e mettono proprio il Capricorno all’ultimo posto. Una ricostruzione basata sui dati governativi USA dal 1994 al 2014, per esempio, stima intorno al 7,5% la quota dei nati sotto questo segno.
Perché?
Guardate le sue date.
Natale.
Santo Stefano.
Capodanno.
E qui succede qualcosa di curioso.

I dati britannici mostrano che il 26 dicembre è rimasto nel 2023 il giorno meno frequente per nascere per l’undicesimo anno consecutivo.
Non significa naturalmente che durante le feste i bambini decidano di aspettare.
Una spiegazione riguarda la programmazione delle nascite. Un’analisi sulle date di nascita in Inghilterra e Galles ha osservato frequenze particolarmente basse attorno a Natale e Capodanno, sottolineando il possibile ruolo di cesarei e altri parti programmati, meno frequentemente fissati nei festivi.
Ed ecco perché la sfida Acquario contro Capricorno non ha una risposta universale.
A seconda dei dati utilizzati può vincere l’uno oppure l’altro.
E i Pesci?
Subito dopo compare spesso un altro abitante dell’inverno zodiacale.
I Pesci, dal 19 febbraio al 20 marzo circa.
Il segno recupera rispetto all’Acquario perché arriva fino a buona parte di marzo, ma continua a pescare – è proprio il caso di dirlo – in un periodo dell’anno nel quale le nascite non raggiungono generalmente i picchi osservati alla fine dell’estate.
Diverse classifiche basate sulle distribuzioni delle nascite lo collocano infatti nella parte meno affollata dello zodiaco.
Non necessariamente sul podio dei rarissimi.
Ma nemmeno tra quelli che incontriamo più facilmente.
Sagittario: penalizzato dalle feste
Un altro nome che compare spesso nella parte bassa è il Sagittario, indicativamente dal 22 novembre al 21 dicembre.
E ancora una volta è interessante guardare l’ultima parte del periodo.
Più ci avviciniamo a Natale, più incontriamo giorni con un numero insolitamente basso di nascite.
L’ONS ha calcolato che, considerando il periodo 2001-2021, il 26 dicembre registrava mediamente 1.345 nascite in Inghilterra e Galles e Natale 1.416, collocandoli tra i giorni meno comuni per nascere.
Gran parte di quelle date appartiene già al Capricorno, naturalmente. Ma il calo che precede le festività contribuisce a rendere interessante anche la posizione del Sagittario nelle varie graduatorie.
Ariete: davvero così raro?
Qui le classifiche cominciano a divergere parecchio.
L’Ariete, dal 21 marzo al 19 aprile circa, compare in alcune ricostruzioni tra i segni meno comuni e in altre molto più vicino alla metà.
È un ottimo esempio del motivo per cui le classifiche trovate online vadano prese con cautela.
Basta cambiare periodo storico, Paese o database e qualche posizione può saltare.

Le nascite, infatti, presentano una stagionalità e questa stagionalità non è immutabile. Anche i dati storici statunitensi del CDC mostrano chiaramente che il numero di nascite varia nel corso dell’anno e che il fenomeno è stato osservato per decenni.
Quindi possiamo parlare di tendenze.
Molto meno seriamente di una graduatoria universale scolpita nella pietra.
E allora quali sono i segni più difficili da incontrare?
Se mettiamo insieme le diverse elaborazioni e, soprattutto, i dati ufficiali sulla distribuzione stagionale delle nascite, emerge un piccolo gruppo.
Acquario e Capricorno sono i due candidati più convincenti al titolo di segno zodiacale più raro, con i Pesci che spesso gravitano nella parte bassa delle classifiche. Sagittario e, in alcune elaborazioni, Ariete possono seguire.
Ma c’è un particolare importante.
Le differenze non sono enormi.
Non stiamo parlando di un segno presente in una persona su cento e un altro in una su cinque. Ogni segno occupa grossomodo un dodicesimo del calendario e le variazioni delle nascite spostano le percentuali soltanto di una quantità relativamente limitata.
Insomma, incontrare un Acquario non equivale ad avvistare una cometa.
Il segno che invece sembra essere dappertutto
Se esistono i rari, deve esserci anche l’altro estremo.
E qui compare frequentemente la Vergine.
Il motivo è quasi speculare a quello dell’Acquario.
La Vergine copre il periodo dal 23 agosto al 22 settembre circa e intercetta uno dei momenti dell’anno nei quali, in diversi Paesi occidentali, si concentra un numero elevato di nascite.
In Inghilterra e Galles il fenomeno è particolarmente evidente: analizzando gli anni dal 2001 al 2021, l’ONS ha trovato mediamente 9 delle 10 date di nascita più frequenti concentrate tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Il 27 settembre risultava la data più comune del periodo, con una media di 1.993 nascite.
Il 27 settembre è già Bilancia, ma il picco che attraversa settembre contribuisce a spingere verso l’alto entrambi i segni.
Ed ecco perché Vergine e Bilancia tendono a trovarsi dalla parte opposta rispetto ad Acquario e Capricorno. Anche diverse elaborazioni statunitensi indicano Vergine e Bilancia tra i segni più frequenti.
Perché nascono così tante persone tra agosto, settembre e ottobre?
Qui nasce inevitabilmente la battuta:
Nove mesi prima c’erano le feste di Natale.
L’idea è suggestiva e probabilmente racconta una parte del fenomeno, ma la stagionalità delle nascite è più complicata.
Abitudini sociali, vacanze, clima, pianificazione familiare, festività e fattori biologici possono contribuire a modificare il periodo dei concepimenti. A questo si aggiunge la programmazione medica di alcuni parti, che può influenzare le nascite in determinate giornate.
Il risultato è comunque visibile nei dati: le nascite non cadono sul calendario come numeri estratti casualmente da un sacchetto.
In Italia possiamo verificarlo direttamente attraverso le serie mensili messe a disposizione da Istat, che pubblica dati sulle nascite suddivisi per mese e anno.
Ed è proprio questa irregolarità a creare, indirettamente, segni zodiacali un po’ più o meno comuni.
Ma essere di un segno raro significa avere una personalità rara?
Qui bisogna separare nettamente due piani.
No.

Il dato statistico riguarda soltanto quante persone sono nate in un determinato intervallo del calendario. Non dimostra che gli Acquario abbiano una personalità più originale perché sono meno numerosi, né che i Capricorno possiedano caratteristiche più insolite.
L’astrologia attribuisce naturalmente caratteristiche specifiche a ciascun segno, ma non esistono prove scientifiche che la posizione del Sole nello zodiaco determini la personalità.
La rarità di cui stiamo parlando è molto più semplice.
È demografia.
Non destino.
C’è però un compleanno che batte tutti
Se vogliamo parlare di rarità vera, possiamo dimenticare per un momento i dodici segni.
Esiste infatti una categoria di persone che possiede davvero un compleanno statisticamente eccezionale: chi nasce il 29 febbraio.
Il motivo, naturalmente, non richiede astrologi.
La data esiste soltanto negli anni bisestili.
In uno studio sulle nascite in Inghilterra e Galles tra il 1979 e il 2014, il 29 febbraio presentava inevitabilmente la frequenza aggregata più bassa proprio perché compariva soltanto nove volte nell’intero periodo analizzato.
Sono Pesci.
E probabilmente, quando qualcuno si lamenta di avere un compleanno poco considerato, possono chiudere la discussione abbastanza rapidamente.
La classifica, quindi?
Se vogliamo trasformare i dati in una graduatoria indicativa, il quadro più prudente è questo: Acquario e Capricorno si contendono le prime due posizioni tra i più rari; Pesci tende a essere relativamente poco frequente; Sagittario e Ariete possono comparire nella parte bassa a seconda del dataset. All’estremo opposto troviamo frequentemente Vergine e Bilancia.
Ma forse il dato più curioso non è scoprire chi arriva primo.
È rendersi conto che una domanda apparentemente astrologica – «Qual è il segno più raro?» – alla fine ci porta molto lontano dall’oroscopo.
Ci porta nelle sale parto, nelle statistiche demografiche, nelle festività, nella stagionalità dei concepimenti e perfino nella programmazione dei cesarei.
E quindi, la prossima volta che qualcuno vi dice:
«Sono Acquario, è difficile trovare gente come me»,
potete rispondere che, almeno sulla seconda parte della frase, un piccolo aiuto dalla statistica ce l’ha davvero.

