Botti di Capodanno: a quando risale questa abitudine

I botti di Capodanno, e l’abitudine di esploderli in questo giorno hanno origini lontane: scopriamo a quando risale

Botti di Capodanno
A quando risale l’usanza dei botti di Capodanno?

Ogni fine anno che si rispetti, è festeggiato con i fuochi d’artificio. Croce e delizia di uno dei giorni più amati dell’anno. Delizia per gli occhi, di quegli spettacoli gestiti e curati da professionisti, e di chi spara i botti responsabilmente. Croce, eterna croce, per chi ne abusa, ne produce e smercia in quantità e modi illegali, alla poca sicurezza, e alla sofferenza degli animali ad ogni petardo esploso. Ma a quando risale la tradizione dei botti di Capodanno? Bisogna andare molto indietro con il tempo, e il fatto che sia ancora oggi una usanza molto attuale, la dice lunga sull’importanza che un tempo avevano.

Botti di Capodanno: l’origine dell’arte della pirotecnica

Le radici della pirotecnica, sono da collocare al VII secolo, in Cina. Uno studio tramandato da secoli, ed è l’arte dello studio, combinazione e realizzazione di fuochi d’artificio, con il fine dello spettacolo e del divertimento. Derivante dalla parola pyros, che in greco vuol dire fuoco, devono la loro nascita orientale, probabilmente ad un equivoco. Pare infatti che alcuni monaci cinesi, in cerca dell’elisir di lunga vita, tramite il miscuglio di sostanze minerali, animali e vegetali, una volta riscaldati, innescavano una esplosione. Da lì, combinando le giuste dosi di zolfo, carbone e salnitro si creò una polvere pirica. Unendo altri elementi chimici e pigmenti, l’esplosione generava (e genera) esplosione e colori. Dall’800 in poi iniziò l’utilizzo come festeggiamenti per cerimonie, matrimonio e tanto altro.

Botti di Capodanno
A quando risale l’usanza dei botti di Capodanno?

Il finale col botto

E come ogni manifestazione gioiosa richiede, anche la fine dell’anno fu investita da questa usanza di festeggiare con i fuochi d’artificio. Ed è proprio per questo motivo che si usa dire “il finale col botto”, per indicare qualcosa che sta terminando in maniera entusiasmante e positiva. Anche perché, in antichità, i fuochi pirotecnici simboleggiavano anche l’augurio di un forte ricchezza e prosperità, e anche a scacciare gli spiriti maligni che fino a quel giorno avrebbero potuto accompagnare fino alla fine dell’anno. Ed è un sentimento molto forte ancora tutt’oggi.

Leggi anche -> Lenticchie a Capodanno: perché si mangiano e cosa simboleggiano

Botti di Capodanno
A quando risale l’usanza dei botti di Capodanno?

Leggi anche -> Dove festeggiare il Capodanno: le mete più gettonate

L’utilizzo dei fuochi d’artificio, deve essere ovviamente fatto con moderazione, in sicurezza e da professionisti. Ci sono sicuramente dei botti definiti più “leggeri” che potrebbero far abbassare la guardia, ma sarebbe un grosso errore. Ogni anno il bollettino della notte di San Silvestro è impietoso, con feriti e talvolta anche decessi. Tutto dovuto all’essere incauti e troppo sicuri di se. L’ideale sarebbe lasciar fare a chi ha competenze per accendere i fuochi, e godersi gli spettacoli e tenere gli animali al sicuro. E, quasi inutile dirlo, tenere lontano i minori da qualsiasi fuoco pirotecnico. Rovinarsi i festeggiamenti, purtroppo è un pericolo che è dietro l’angolo. In caso di acquisto, assicurarsi che i fuochi siano di provenienza certa e certificata, e che siano confezionati secondo il regolamento. Se un botto non si accende, potrebbe essere difettato quindi meglio non insistere. E regola assoluta, non raccogliere mai e poi mai un fuoco inesploso per strada. Potrebbe essere ancora innescato e creare seri danni. Ci si augura, ogni 31 dicembre, che il numero dei feriti possa essere in costante diminuzione, e che gli unici botti da “sparare” siano quelli dei tappi degli spumanti.