L’orologio dell’amore: il tempo che ci vuole per innamorarsi

Vi siete mai chiesti quanto tempo ci vuole per innamorarsi? Ovvero, in quanto si passa dalla semplice cotta all’amore vero e proprio?

L’orologio dell’amore: il tempo che ci vuole per innamorarsi

Innanzitutto, è bene specificare che ovviamente non ci sono dei tempi prestabiliti per innamorarsi. C’è chi può cadere vittima del tanto famoso “colpo di fulmine” e chi invece è una vera e propria tartaruga. E, prima di riuscire il tanto agognato e fatidico “ti amo”, ci mette come minimo qualche mese. L’amore, dopotutto, non è certo un algoritmo, un’equazione da risolvere: nossignore! E’ qualcosa di molto volubile, personale e soggettivo. Qualcosa soprattutto influenzato da molteplici fattori: magari in passato siamo stati quelli che si innamoravano difficilmente, poi abbiamo incontrato la persona giusta e tac, qualche ora è stata più che sufficiente. 

L’orologio dell’amore: il tempo che ci vuole per innamorarsi

Ovviamente, è bene specifichiamo che quando parliamo di innamorarsi, ci riferiamo a un sentimento, una stabilità e una condizione ben precisa. Infatti, nonostante quello che voi possiate pensare, quello che si vive le prime settimane o mesi non è assolutamente amore. Anzi, vi diremo di più: sapete tutte le volte che qualcuno si è dichiarato a voi con quel tanto atteso ed emozionante ti amo? Ebbene, mentiva! No, di certo non lo faceva consapevolmente e con il puro intento di ingannarvi. E’ altamente probabile che neanche lui o lei sapessero di non amarvi e che anzi, in quel momento, per loro non c’era niente di più vero.

L’orologio dell’amore: il tempo che ci vuole per innamorarsi

In realtà, però, per innamorarsi ci vuole molto di più. Il tanto famoso amore a prima vista, in fondo, non è altro che una reazione chimica: un click che scatta nella nostra testa quando ci troviamo davanti la persona in giusta. Ma in fondo l’amore è molto di più. Per sapere di amare davvero una persona, di aver passato realmente la fase della semplice infatuazione, della cotta paralizzante, dobbiamo aver davvero vissuto quella persona. E questo avviene solo dopo aver trovato un certo equilibrio, dopo esservi vissuti appieno: dopo aver amato i pregi, che sono estremamente facili da farsi andare bene, ma anche e soprattutto i difetti. Quando, in poche parole, avete visto il bello e il cattivo tempo di una persona: e vi va bene così! Proprio per questo motivo, nonostante non ci sia un tempo fisso per innamorarsi, ci sentiamo di dire che no, per provare davvero un sentimento forte e arrivare al ti amo non basta una conoscenza superficiale e di qualche giorno. 

L’orologio dell’amore: il tempo che ci vuole per innamorarsi

Ma arriviamo adesso ad alcune curiosità del tanto atteso momento in cui ci si innamora. E’ vero che non esiste una legge per innamorarsi, ma è anche corretto dire che tra la donna e l’uomo, è lui a cadere per primo vittima nelle braccia di Afrodite. Sebbene spesso tendano a tenersi questo sentimento per sé, infatti, gli uomini sono i primi che cominciano a sentire questo sentimento e queste emozioni. Molto spesso, infatti, a loro sono sufficienti solo sei settimane per capire se quella che hanno davanti è la ragazza giusta: di certo, rispetto alle donne, sono molto più semplici. Mentre noi non facciamo che sobbarcarci di dubbi, conflitti e paranoie che potrebbero essere tranquillamente evitate.

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Quindi, se a innamorarsi sono per primi gli uomini e come minimo ci mettono sei settimane, capirete bene come in realtà viene difficile parlare di un vero e proprio amore a prima vista. Forse sarebbe più corretto dire “colpo di fulmine”. Ma cosa succede in noi quando ci troviamo davanti a questo fenomeno? Ebbene, è tutto un fatto di ormoni. Quando ci troviamo davanti alla persona giusta, per ottenere una reazione chimica non ci serve che qualche minuto. Da subito, infatti, il nostro cervello riconosce uno stato di euforia e rilascia la dopamina: si crea così un alto livello di aspettativa a cui segue un rilascio di ossitocina. Questo, se non lo sapete, è l’ormone dell’attaccamento e che ci spinge a ricercare un legame cono l’altra persona, in particolare su un livello fisico. Infine, entra in gioco la serotonina: ovvero ciò che ci porta a legarci in modo stabile e da un punto di vista emotivo.