Parole intraducibili nelle lingue del mondo e i significati

Il bello delle lingue è che si possono tradurre: eppure ci sono delle parole intraducibili se non attraverso delle vere e proprie spiegazioni. Ecco quali. 

Parole intraducibili nelle lingue del mondo e i significati

Ogni lingua ha al suo interno un intero mondo: parole, suoni, spazi e significati tutti da scoprire. Nella maggior parte dei casi, la peculiarità di ogni lingua è il suo poter essere tradotta. Ovvero il suo riuscire a mantenere il proprio significato invariato, passando tuttavia dalle forme di una lingua a quelle di un’altra. La traducibilità, dopotutto, è essenziale: è ciò che ci permette di capire, comunicare e apprendere anche culture, realtà e lingue differenti. E ciò che, in poche parole, ci permette di instaurare e avere un contatto con qualsiasi parte del mondo, anche le più lontano. Nonostante ciò, esistono delle parole cosiddette “intraducibili”: ovvero non hanno un reale corrispettivo con un’altra lingua, ma per poter essere tradotte hanno necessariamente bisogno di essere spiegato. Per tanto non più una parola o combinazione di parole, ma un’intera frase. Scopriamo insieme le più fantasiose e affascinanti.

Parole intraducibili nelle lingue del mondo e i significati

Toska

La prima delle parole intraducibili. Dal Russo, questa parola indica diverse sfumature di quella che in italiano definiamo “irrequietezza”. Dall’angoscia più profonda al desiderio di qualcosa che però non si sa con esattezza. Riuscire a definire con certezza il grado di questa parola con una sola traduzione è impossibile.

Tsundoku 

Dal Giapponese, descrive il vizio di una persona nel comprare libri senza mai leggerli. Accumulare sugli scaffali, nei mobili, in giro per casa… e continuare così a oltranza. Una caratteristica, questa, delle parole giapponesi: ovvero racchiudere un intero concetto in una sola parola. 

Parole intraducibili nelle lingue del mondo e i significati

Struisvogelpolitiek 

Altra parola tra le intraducibili di tutto il mondo. Dall’Olandese, se lo si volesse provare a tradurre, il significato sarebbe “politica dello struzzo”. L’uso, che così letterale in italiano non avrebbe senso, è per quelle volte in cui ci comporta senza dar conto ad avvenimenti importanti e significativi. In poche parole, quando si fa finta di niente.

Drachenfutter 

Dal tedesco, si riferisca a un tipo specifico di regalo. Ovvero quello che un marito da alla propria moglie, che verte in uno stato di rabbia e collera nei suoi confronti. Una richiesta di perdono e una scusa sotto forma di regola per acquietare gli animi. 

Mamihlapinatapei 

Originario della lingua yamana, ovvero la lingua indigena della Terra del Fuoco. Il suo significato corrisponde a quello sguardo che si scambiano due persone che vogliono iniziare qualcosa, ma sono entrambi riluttanti nel dare il via e cominciare.

Jugaad

Dalla lingua hindi, questa è una parola tra le intraducibili che indica una garanzia: garantire, in poche parole, che le cose accadono anche se le possibilità e risorse sono minime. In poche parole, l’arte di cavarsela sempre e comunque, di cadere sempre in piedi e trovare un modo per uscire da una situazione.

Petrichor 

Nelle parole intraducibili troviamo anche degli elementi di origine inglese. Questa parole, nello specifico, indica una sensazione ben specifica, che si fa corrispondere al mondo della Natura. Ovvero l’odore di terra inaridita quando piove. 

Fernweh 

Ancora una volta sbuca la lingua tedesca in questo elenco di parole intraducibili. Il significato, letterale, sarebbe “nostalgia dell’altrove“. Ciò che va a indicare è un desiderio nostalgico di essere in un posto lontano, non preciso ma comunque distante da dove si è in quel momento. 

Komorebi 

Sempre nel mondo della natura, incontriamo un’altra parola di origine giapponese che risulta tra le più intraducibili e che racchiude – anche questa volta – un concetto. Ciò che questa parola sta a indicare è l’effetto della luca quando filtra tra le foglie degli alberi. 

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Parole intraducibili nelle lingue del mondo e i significati

Gökotta 

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Altra parola, altra impossibilità di tradurre. Questa volta l’origine è svedese, è il significato si può così racchiudere: la sensazione di svegliarsi all’alba per uscire e ascoltare il primo canto degli uccelli. 

Hanyauku 

Concludiamo infine con l’ultima di queste parole intraducibili – sebbene ci sarebbe ancora molto da scrivere. Questa volta la lingua d’origine è il Rukwangali, un dialetto africano Bantu. Racchiude una sensazione, un contatto: ovvero l’azione e la sensazione che scaturisce dal camminare in punta di piedi sulla sabbia calda.