Riascoltare le lezioni, è utile davvero?

Quante volte i vostri compagni di corso vi hanno detto che, una volta a casa, riascoltano per la seconda volta la lezione fatta? E’ davvero utile?

Riascoltare le lezioni, è utile davvero?

Sicuramente, la registrazione di una lezione – lì dove permessa e autorizzata – con successivo riascolto è, soprattutto negli ultimi tempi, una pratica sempre più diffusa: infatti, una volta giunto all’università, lo studente italiano si rende conto dell’importanza di prestare attenzione a ogni singola parole del professore, rispetto agli anni del liceo e comincia seriamente a prestare attenzione. Ma quanto è realmente utile riascoltare le lezione una volta a casa?

Riascoltare le lezioni, è utile davvero?

Innanzitutto, è bene specificare che il discorso che facciamo non può essere generale e universale, benché meno per tanto può essere applicabile a tutti: le persone, gli studenti e i metodi di studio – oltre che quelli di apprendimento – sono molto vari e non possono essere considerati validi per tutti. Nonostante ciò, sempre di più ormai si usa la pratica del “riascolto” di una lezione. E’ utile?

Riascoltare le lezioni, è utile davvero?

Come ben sappiamo, o come avremo sicuramente imparato a nostre spese una volta giunta all’università, ascoltare – ma farlo per davvero – un professore ci aiuta a minimizzare notevolmente i tempi di apprendimento: se, ipoteticamente, durante la scuola dell’obbligo eravamo più propensi a distrarci e studiare una volta a casa in autonomia, aiutati dal numero ridotto di pagine, una volta all’università abbiamo dovuto reinventare il nostro approccio. Ora, ce ne rendiamo conto ogni giorno di più, ogni parola detta dal professore potrebbe essere un passo in più verso la comprensione, un aggiunto essenziale e che potrebbe cambiare l’esito di un esame e del sano tempo guadagnato durante lo studio. I concetti infatti, è risaputo, ci entrano molto più facilmente in testa se a spiegarceli è una voce interattiva piuttosto che un libro stampato.

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Molti studenti, proprio per questo motivo, tendono a registrare le parole dei professori: lì per lì, in classe, si permettono di prendere appunti disordinati, fare domande e concedersi distrazioni. Sanno, infatti, che una volta a casa potranno riascolta la lezione e ritornare sui punti cruciali e più ostici: ritornare indietro, saltare parte irrilevanti e anche rallentare la voce dell’insegnante lì dove necessario. Insomma, se sul momento – in classe – ci sembra di correre una corsa contro il tempo, una volta a casa e con una registrazione davanti, il tempo sembra invece essere completamente dalla nostra parte. Oltre questo aspetto, poter riascoltare le lezioni può essere utile per imprimere una definizione cruciale, magari non presente sul libro, e che diversamente ci sarebbe sfuggita. 

Riascoltare le lezioni, è utile davvero?

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Sicuramente, a un primo sguardo, questa pratica delle lezioni riascoltare appare a molti come un’evitabilissima perdita di tempo: la lezione è stata già ascoltata una volta, che senso ha farlo anche una seconda o addirittura terza volta? Eppure, gli studenti che piegano a queste ore di sacrificio scopriranno di avere le idee molto più chiare degli altri e soprattutto degli appunti decisamente più affidabili per lo studio.